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Covid-19, salgono i contagi in Penisola Sorrentina. Attivo il servizio di telemedicina

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La pandemia covid-19 rialza la testa e si registrano picchi di positività che superano anche quelli dello stesso periodo dell’anno scorso, una situazione di oggettivo allarme anche se la variante Omicron 5, quella ormai maggiormente diffusa in Italia, crea meno complicazioni anche se è molto più contagiosa. Da qui l’allarme dei sanitari e l’invito a osservare le misure di prevenzione, in primis la mascherin FFPP2, utilissima per la prevenzione del contagio. Del resto sono evidenti gli assembramenti che, complice la forte ripresa del turismo, si trasformano in veri e propri focolai per la propagazione dell’infezione che ha ridotti tempi di incubazione, 3 giorni, ma può durare anche 14 giorni prima che il contagiato ritorni negativo. Insomma c’è abbastanza per non stare troppo allegri.  Proprio per fronteggiare al meglio questa ripresa dei contagi da virus Sars Cov-2 l’Asl Na3Sud da un po’ di tempo ha attivato un servizio di assistenza domiciliare ai pazienti positivi al covid cui è possibile rivolgersi:
mail: assistenza.telemedicina@aslnapoli3sud.it
Tel: 0815352744/42

Ersilia Trapani

La dottoressa Ersilia Trapani, anestesista e addetta al servizio di telemedicina, mette in guardia sulla diffusione dei contagi e sull’importanza di rivolgersi all’autorità sanitaria sia per la rilevazione della positività, sia per ottenere quell’assistenza fondamentale ad affrontare la sintomatologia dell’infezione.
Omicron 5 è ormai dominante in Italia, colpisce i vaccinati ma anche chi ha contratto altre varianti della stessa Omicron. I dati sui contagi da Sars-Cov-2 mostrano un aumento di quasi tutti gli indicatori da oltre due settimane.
Un paziente su 23 colpito da Omicron 5, variante dominante in Italia, continua ad avere sintomi per più di 4 settimane. Lo dimostrano i dati dello studio King’s College di Londra pubblicati su The Lancet
L’unità di Day Hospital della Fondazione Policlinico Universitaria Agostino Gemelli di Roma che segue i pazienti con Covid-19 in fase post-acuta, in uno studio condotto su 658 pazienti, ha osservato una correlazione diretta tra incremento del rischio di disfunzione endoteliale e severità dell’infezione. In particolare, i soggetti ospedalizzati hanno mostrato un’alterata funzione endoteliale tre mesi dopo la fase acuta con una compromissione della funzione polmonare.
Sebbene la variante Omicron sembri avere una probabilità inferiore di causare long Covid rispetto a quelle precedenti, i dati dello studio del King’s College di Londra, pubblicati su The Lancet, dimostrano che una persona su 23 che contrae la malattia continua ad avere sintomi per più di 4 settimane.

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