Massimo Coppola: col G20Spiagge affrontiamo i problemi più scottanti delle città turistiche

Nella plenaria del G20Spiagge ospitata nella sala consiliare il sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, ha spiegato le ragioni per cui la città di Sorrento ha aderito al G20S sin dalla sua nascita, nel 2018, nonostante non sia una città di spiagge. Condividiamo con le città balneari di piccole dimensioni problematiche comuni che richiedono impegno congiunto per essere studiate, affrontate e risolte, sottolinea Coppola, evidenziando che Sorrento ha un’estensione inferiore ai 10 kmq, con poco più di 15mila abitanti: i residenti, per un periodo che si sta sempre più dilatando (ormai la stagione turistica inizia a marzo e possiamo dire che prosegue fino a dicembre/gennaio dopo le festività natalizie) triplicano o quadruplicano con le presenze turistiche (si arriva a 3 mln di presenze) che indubbiamente portano ricchezza, ma accrescono anche le problematiche legate alla vivibilità del territorio.
Il sindaco pone l’accento sulle risorse economiche di cui dispongono gli enti, come Sorrento, e che sono tarate sulla popolazione residente e quindi non sul numero di effettive presenze. Ne deriva allora che servizi essenziali come per esempio la vigilanza urbana da parte della Polizia Municipale e la pulizia urbana non sono in grado di far fronte a numeri così alti e questo costituisce un grave problema perchè l’Amministrazione non è in condizione di assicurare, pur con tutti gli sforzi, la copertura h24 di servizi essenziali. Se si considerano i vincoli imposti all’assunzione nel pubblico impiego oltre all’insufficiente copertura finanziaria utilizzabile in questa ottica, si comprende quanto sia difficile poter assicurare quel livello di sicurezza pubblica e di qualità della vita in gran parte dell’anno per cui è assolutamente necessario che questa organizzazione del G20S si impegni ad adottare strategie condivise e a formulare proposte agli altri livelli istituzionali affinchè si possano trovare soluzioni adeguate a tanto impellenti problematiche con cui gli amministratori sono chiamati a confrontarsi.

Va da sè che il discorso si amplia, per realtà come quella sorrentina e peninsulare, alla cronica e sempre più critica emergenza della mobilità e del trasporto per cui iniziative come queste del G20S rappresentano una strada da continuare a percorrere al di là dell’aspetto legato alla balneabilità e al mare. Il ragionamento del primo cittadino richiama di fatto al grande tema dell’overtourism su cui si confrontano tutte le maggiori città italiane, piccole o grandi che siano e investe un altro problema che ha assunto una dimensione fortemente critica: l’indisponibilità di case per i residenti, lo svuotamento dei centri storici e la conversione delle residenze in attività ricettive. Da ciò scaturisce un altro problema, quello della trasformazione del tessuto sociale in un sempre più diffuso tessuto economico legato al turismo e alle politiche dell’accoglienza che investe ormai una grandissima fetta della popolazione che ha così modificato il proprio status socio-economico per assumere un fisionomia imprenditoriale familiare con tutti gli effetti che ne conseguono e che non sono irrilevanti. Non è un caso che si registri un’analoga iniziativa di sette città italiane – Amalfi, Capri, Portocervo, Cortina d’Ampezzo, Courmayer, Madonna di Campiglio, Polignano a Mare – che il 3 e 4 aprile terranno un summit nazionale per discutere proprio di questi argomenti legati all’overtorusim mettendo al centro l’esigenza di un turismo sostenibile per la migliore qualità della vita. Insomma è chiaro che l’exploit turistico post covid se ha rappresentato una grande riscossa, dall’altro ha posto e continuerà a porre – guerre permettendo – problemi di goverono dei territori e delle comunità che non possono più essere trascurati o, peggio, sottovalutati.