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Gori sospende l’intervento a Pozzano perchè la Procura di Torre vuol vederci chiaro

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Nunzio Fragliasso

L’annunciata interruzione della fornitura idrica prevista da lunedì 22 sera a mercoledì 24 luglio per consentire a GORI di effettuare l’intervento di sostituzione di un tratto di 50 metri della condotta in località Pozzano di Castellammare di Stabia (dopo il grave incidente delle scorse settimane che ha lasciato all’asciutto mezza Penisola Sorrentina e l’isola di Capri) è stata revocata all’ultimo minuto a seguito dell’intervento della Procura della Repubblica di Torre Annunziata che ha aperto un’inchiesta sull’accaduto per verificare le reali cause dell’incidente.

L’intervento è stato soltanto rinviato se si considera che GORI ha rilevato una situazione di forte criticità lungo questo tratto della condotta, ma evidentemente qualcosa di più bolle in pentola e la giustizia ha deciso di approfondire le cause di disservizi che ormai quotidianamente colpiscono l’utenza nei  diversi comuni serviti da GORI. Del resto per comprendere la grave cronicità del problema basta scorrere la bacheca degli avvisi all’utenza sul sito web di GORI da cui si evince la cronologia storica dei guasti con relativi interventi che, a quanto pare, non sembrano mai risolutivi dei problemi. E’ giusto che si faccia chiarezza, tanto più che in ballo ci sono investimenti milionari che GORI si accinge a gestire nel mentre servizio idrico e fognario versano in uno stato di profondo degrado. I cittadini stanchi di una situazione che si protrae negli anni si stanno organizzando in comitati civici per promuovere una class action contro GORI, nel mentre la vicenda è rimbalzata sulle cronache nazionali grazie all’articolo di Vincenzo Iurillo su “Il Fatto Quotidiano“:

LA GORI? “LACONICA”. E LA PROCURA SEQUESTRA LA CONDOTTA: “I LAVORI APPRESI SOLO DAI GIORNALI, MENTRE C’ERA UN’INDAGINE IN CORSO”

“A Capri, Massalubrense, Sorrento e dintorni era scattato di nuovo il panico. Ancora per colpa della condotta idrica, esplosa lo scorso 20 giugno con il rischio di ammazzare qualcuno (case evacuate, strada sgomberata). Ma questa volta, le 48 ore a secco avrebbero avuto la stessa radice ma un’altra ragione: due giorni senz’acqua, tra lunedì sera e mercoledì all’alba, per lavori indifferibili di sostituzione della condotta stessa, saltata in aria a Castellammare di Stabia. L’annuncio era stato dato, con poco preavviso, dalla società Gori che gestisce il tratto.
Così alcuni alberghi di queste capitali internazionali del turismo d’elite hanno acquistato autoclavi private investendo migliaia di euro. Molti turisti si sono dati alla fuga, anticipando il rientro o annullando l’arrivo. I residenti si sono chiesti come affrontare due giorni senza potersi lavare e refrigerare, in alcune tra le giornate più torride di questa estate bollente. Per alleggerire la pressione sul territorio, c’è chi ha deciso di rinviare eventi culturali pubblici programmati da mesi: gli spettatori non sarebbero potuti andare in bagno. La Gori aveva iniziato a schierare le autobotti nelle principali piazze. E poi che è successo?
A un paio d’ore dall’inizio dei lavori, nel primo pomeriggio del 22 luglio, sono arrivate le due pagine del decreto di sequestro giudiziario probatorio del cantiere. Stop all’opera, niente taglio dell’acqua. Per ora. La Procura di Torre Annunziata – pm Matteo De Micheli, procuratore Nunzio Fragliasso – ha così reso note alcune cose. La prima, la più importante: era stata aperta un’inchiesta contro ignoti per il reato previsto e punito dall’articolo 450 del codice penale, “pericolo colposo di inondazione”, e la Gori, rispetto alle richieste di informazioni e chiarimenti avanzate nelle scorse settimane dagli inquirenti, ha risposto “laconicamente”, si legge nell’atto notificato all’azienda idrica e ai sindaci. Ovvero collaborando poco.

E senza dire tutto, secondo il decreto che ilfattoquotidiano.it ha potuto visionare: la Gori infatti ha comunicato che l’ultimo intervento di manutenzione su quel tratto di condotta risalirebbe al 2022, ma avrebbe dimenticato di dire che appena dieci giorni prima dell’esplosione alcuni tecnici accompagnati da quelli del comune di Castellammare di Stabia (con tanto di nome del Rup) avevano fatto un sopralluogo per iniziare a verificare la tenuta di quel tratto di condotta. Nel decreto la Procura ha mostrato evidente irritazione per aver appreso “solo dai giornali e da fonti aperte” che erano stati programmati i lavori di sostituzione della condotta.
C’è una indagine, la delega è stata affidata al Nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri di Castellammare di Stabia e i lavori potrebbero evidenziare precedenti carenze od omissioni di manutenzioni, utili ad accertare eventuali responsabilità per la pericolosa esplosione del 20 giugno. Da qui la decisione di sequestrare il cantiere e congelare tutto: i lavori potranno ripartire soltanto dopo che sarà consentito a un consulente del pm di partecipare alle operazioni. Ma quando? Lo decideranno di concerto Prefettura e Gori, quasi certamente un lunedì, quasi certamente uno dei prossimi. E si spera stavolta con adeguato preavviso“.

Sull’accaduto registriamo due interventi di amministratori comunali di Piano di Sorrento:

ANNA IACCARINO, assessore ai LL.PP.

Anna Iaccarino

La notizia del sequestro della condotta idrica ci ha colti tutti un po’ di sorpresa per le modalità in cui è avvenuta, ossia a poche ore dall’avvio dei complessi lavori annunciati qualche giorno fa dalla Gori.
È normale che la Magistratura indaghi all’indomani di un evento come quello del 20 giugno scorso (che sarebbe potuto costare vite umane), un po’ meno lo è che un provvedimento di sequestro probatorio (utile a cercare eventuali elementi di prova) non potesse scattare prima, evitando di aggiungere, per tantissimi cittadini disagi ai disagi; evitando di far partire la macchina del servizio sostitutivo che ha un costo anche in termini idrici, così come lo hanno le riserve che ciascuno, nel proprio piccolo, aveva approntato in casa per fronteggiare lo stop. Le indagini e i processi si svolgono nelle sedi opportune, secondo le procedure di rito, ed è impossibile dire ora e dall’esterno, se quanto accaduto ieri sia stato corretto oppure no. Non è un gioco a chi tira ad indovinare, nè un esercizio dove ci si divide, a priori, tra giustizialisti, populisti e garantisti…davvero non c’è bisogno di ricorrere alle tifoserie. Così come non c’è il bisogno di creare altre polemiche tirando in ballo l’attivazione dei famosi “sportelli gori” (sui quali peraltro c’è stato già più di un confronto con la Società)…ricordo che avevamo una sede della Gori a Piano, chiusa nel 2020 nel silenzio generale, a partire dall’amministrazione dell’epoca…allora, di che vogliamo parlare? Per quanto mi riguarda, da sostenitrice attiva dell’acqua pubblica, potrei lanciarmi in facili frasi di rivalsa, ma oltre a non servire a nulla almeno in questa circostanza, sarebbe anche poco corretto visto che, col tempo, si è capito che realtà è decisamente diversa dall’ideale…ma questo è un altro discorso. Ora c’è poco da aggiungere, la Giustizia deve fare il suo corso, sperando che non sottragga tempo prezioso ad un intervento descritto dai tecnici come assolutamente necessario. A noi spetta il compito di rispettare il lavoro della Magistratura e di attenderne gli sviluppi. Ci sarà tempo e modo, sotto ogni aspetto, di trarre le dovute conclusioni e segnare il passo!“.

MARIO RUSSO, consigliere di opposizione

Mario Russo

Non difendo la Gori !!! ma dobbiamo avere il coraggio anche di difendere i cittadini da prese di posizioni “improvvise” dopo anni di oblio. Se la gestione del servizio idrico palesa aspetti penalmente rilevabili questo non “dovrebbe” arrivare in modo eclatante per non dire plateale con il sequestro di una condotta idrica a poche ore da un intervento programmato ed ormai ” digerito” da Cittadini ed imprenditori. Permettetemi ma da Amministratore Pubblico, da ex Presidente del Consorzio Acquedotto è un Copione già visto in questo e in altri ambiti, come Housing Sociale
L’argomento, di carattere tecnico, prevederà la nomina di Tecnici, CTU e via dicendo. Sequestri, dissequestro, sentenze e contro sentenze. Sono anni che i cittadini protestano contro i disservizi e gli sprechi. Se l’intervento era necessario e può comportare, se non eseguito, ulteriori aggravi per i cittadini, chi ne pagherà le conseguenze se non i cittadini stessi? Ho chiesto l’istituzione di uno sportello Gori nell’ultimo consiglio Comunale, tutte le Amministrazioni della Penisola hanno in giunta Avvocati. Nessuno di questi ha detto una parola nè promosso azioni a tutela dei cittadini contro i disservizi Gori. “Solo” grande impegno per mantenere il Giudice di Pace a Sorrento”.

Comunicato Stampa Gori – Penisola Sorrentina e Isola di Capri – Lavori indifferibili alla condotta adduttrice – 19_07_2024

 

 

 

 

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